74) Eccles. Sul cervello.
John Eccles (1903-1997), a cui fu attribuito il premio Nobel nel
1963 per gli studi sul cervello umano,  noto in campo filosofico
soprattutto per la collaborazione con Popper, insieme al quale ha
scritto l'opera L'io e il cervello. Per Eccles il cervello si pone
come elemento di mediazione fra la mente e il corpo.
J. C. Eccles, voce MENTE, in Enciclopedia del Novecento, volume
quarto, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma, 1979, pagina
91.

 Finora la descrizione del funzionamento dei moduli  rimasta sul
piano puramente materialistico. Potrebbe spiegare, per esempio, le
operazioni della macchina neuronica che trasformano le afferenze
sensoriali in qualche forma di risposta motoria passando
attraverso complicatissimi schemi spazio-temporali di moduli. Ma
se seguiamo l'ipotesi dualistico-interazionistica dobbiamo porci
la domanda: quale attivit della macchina neuronica pu essere
decifrata dalla mente autocosciente? Possiamo dire anzitutto che
non  concepibile che la mente autocosciente sia collegata a
singole cellule o a singole fibre nervose. Individualmente queste
unit neuroniche sono troppo inattendibili e inefficienti. In base
a ci che sappiamo oggi sul modo di funzionare della macchina
neuronica, dobbiamo porre l'accento sugli insiemi di neuroni
(centinaia o migliaia) che cooperano nell'ambito di una qualche
configurazione. Solo questi raggruppamenti possono essere
attendibili ed efficaci. I moduli della neocorteccia sono appunto
insiemi di neuroni. Entro certi limiti il modulo, con i suoi circa
2.500 neuroni di diversi tipi e con la sua organizzazione
funzionale di eccitamento e inibizione a feedback e feedforward ha
una vita indipendente. Per ora sappiamo poco sulla dinamica
interna di un modulo; ma possiamo congetturare che esso, con la
sua organizzazione complessa e la sua intensa attivit, sia un
componente del mondo fisico (1 mondo) in contatto sia emittente
sia ricevente con la mente autocosciente (2 mondo).
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagina 396.
